Il mio nome in codice

Classe: dalla quinta primaria alla seconda della secondaria di primo grado, ma proponibile anche in altre classi modificando obiettivi e approfondimenti
Obiettivi: rendere più esplicito il concetto di algoritmo e aiutare a riconoscere l’importanza dei codici nella vita quotidiana e l’uso che ne facciamo anche nella comunicazione
Materie: tecnologia, lettere, matematica, storia, educazione civica

Descrizione
La lezione prende spunto dalla prima attività del Diario del Coding di Alessandro Bogliolo.
È una lezione introduttiva al mondo dei codici e degli algoritmi, vuole aiutare a riconoscere codici e algoritmi nella vita di tutti i giorni per rendere i ragazzi più consapevoli del mondo in cui vivono.
Vengono seguiti i passi della costruzione del proprio nome in codice definendo, così, in modo chiaro cos’è un algoritmo.
Con le classi quinte sono stati riscritti i passi, enumerandoli, e scritti come un’istruzione usando, quindi, l’imperativo, proprio come se si stesse istruendo un computer, ad esempio “Scrivi nome”. Questo lavoro è propedeutico alla prossima attività di elaborazione con Scratch di un programma per la creazione automatica di codice partendo dal nome.
È seguita una riflessione sui codici presenti nella vita di tutti i giorni. I più gettonati sono sicuramente i codici a barre e i pin (anche quelli delle carte di credito), poi si arriva al codice ISBN, a loro più vicino, e al codice fiscale, che è ancora un po’ sconosciuto, pur con la consapevolezza della sua esistenza.
Alla secondaria è stato spiegato l’algoritmo di costruzione del proprio codice fiscale, dando così un senso all’insieme di lettere e numeri che sembrano buttati lì a caso ma che in realtà raccontano molto della persona proprietaria del codice. Ci si sofferma anche sulla particolarità che un solo dato, quello del giorno di nascita, sia in grado di fornire una doppia informazione sulla persona. Viene messo l’accento anche sull’ultimo carattere che, proprio come nell’attività di creazione del proprio nome in codice, ha un ultimo carattere di controllo, definito CIN, che ne permette la verifica formale. Anche nel caso del codice fiscale ci si appoggia su tabelle di conversione di lettere e valori numerici, più complesse, certamente, che nel gioco del nome in codice.
Ma cosa si intende anche con la parola codice? E si parla di un insieme finito di simboli che ci permettono di definire infinite cose in infinite combinazioni. Tre esempi su tutto: il codice alfabetico, il codice decimale e quello binario. La magia di 26 lettere che permettono la creazione di sogni e poesie, ma anche i testi per la scuola, la magia dei numeri che con soli 10 simboli permettono di misurare l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande e che ci raccontano come è disegnato il mondo. E poi, lui, il codice binario, quella strana sequenza di zero e uno di cui non si capisce il senso e che spesso i ragazzi associano agli hacker. Si approfondisce il codice binario, acceso/spento, on/off, si accendono, colorandoli, e si spengono alcuni quadrati disegnati sulla lavagna e si assegna un valore a ciascuno dei quadrati partendo da destra (1,2,4,…) di solito i ragazzi, anche alla primaria, capiscono che l’ultimo valore è 8.
Quante combinazioni di quadrati accesi e spenti possiamo avere?
Cominciamo con tutti spenti, quanto vale? Lo zero arriva in coro. Quale accendiamo per avere uno? E via di seguito almeno fino al tre o quattro. Poi si propone di scrivere zero dove è spento e uno dove è acceso, in coro è divertente, le voci fuori dal coro sono pochissime.
Si arriva alla sedicesima combinazione e rifacendo la domanda qualcuno dirà che sono quindici, ma poi si ricordano tutti che esiste anche la combinazione per lo zero e allora sono sedici.
Come si fa a scrivere 16? “Ma è facile Monica, si aggiunge un quadrato davanti che vale 16, perché dopo l’8 c’è il 16 e quindi sarà 1 0 0 0 0”, hanno capito decisamente.
E la prossima volta tradurremo l’algoritmo nel linguaggio, codice, di Scratch!

Per approfondire
Il codice fiscale su Wikipedia
Il codice ISBN su Wikipedia
Giochi unplugged e una bellissima guida al codice binario e oltre

Autore dell'articolo: om

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